Cartografie di transizione arriva sul Po: il 28 e il 29 ottobre 2026, dalle 16 alle 18:30, presentiamo il progetto in due luoghi che vivono sul fiume a Torino, la Società Canottieri Armida e il Circolo Amici del Fiume. Sono due incontri con due sguardi sullo stesso corso d’acqua. Il primo parte dal territorio della CollinaPo, il secondo dall’acqua e dagli organismi che la abitano.
Cartografie di transizione: cosa facciamo negli incontri
In entrambi gli appuntamenti presentiamo Cartografie di transizione, mostriamo l’atlante e raccontiamo i dossier che avremo stampato e che distribuiremo a tutte le persone presenti. Ogni incontro dura due ore e mezza e prevede l’intervento di una persona ospite e uno spazio aperto alle domande. Il formato è quello della divulgazione: si racconta, si mostra, si discute.
28 ottobre: la CollinaPo vista dal fiume, alla Società Canottieri Armida
Il 28 ottobre siamo ospiti di Marco Bonfante alla Società Canottieri Armida, nel Parco del Valentino (Viale Virgilio 45). Bonfante racconta la CollinaPo dalla prospettiva del fiume. La CollinaPo è un territorio che comprende la collina torinese e un lungo tratto del Po, riconosciuto come Riserva della Biosfera dal programma MAB dell’UNESCO.
Dopo l’intervento e le domande facciamo una passeggiata per conoscere l’Armida e la realtà di chi naviga sul Po. Camminare nella sede e parlare con chi naviga permette di capire come il fiume viene vissuto, usato e curato da chi lo frequenta con regolarità.
29 ottobre: Cartografie di transizione agli Amici del Fiume
Il 29 ottobre siamo ospiti del Circolo Amici del Fiume (Corso Moncalieri 18) e parleremo con Marta Zoppi. Se il tempo è bello, dalle 16 usciamo in barca sul fiume e solo dopo comincia la parte di divulgazione. Marta racconta lo stato di salute del Po e i suoi studi sulle diatomee, poi lascia spazio alle domande.
Perché le diatomee raccontano lo stato di un fiume
Le diatomee sono alghe unicellulari microscopiche, racchiuse in un guscio di silice chiamato frustulo. Vivono in quasi tutti gli ambienti acquatici. Nei fiumi fanno la fotosintesi e formano una parte importante del biofilm che ricopre sassi, sedimenti e piante e che nutre molti invertebrati acquatici. Ogni specie tollera in modo diverso fattori come i nutrienti, il carico di materia organica, la salinità e il pH. Di conseguenza la composizione di una comunità di diatomee cambia al variare delle condizioni dell’acqua.
Le diatomee sono quindi bioindicatori: osservando quali specie sono presenti, e in che proporzione, si ricavano informazioni sullo stato ecologico di un corso d’acqua. Gli indici basati sulle diatomee rientrano nel monitoraggio previsto dalla Direttiva quadro sulle acque dell’Unione europea (2000/60/CE), che chiede di valutare la qualità dei fiumi anche con indicatori biologici.
Rispetto a una singola misura chimica, che fotografa le condizioni di un momento preciso, le comunità di organismi riflettono ciò che è accaduto nell’acqua nel tempo. Per questo il loro studio è utile a leggere lo stato di salute di un fiume come il Po.
Due sguardi sullo stesso fiume
Il Po è il fiume più lungo d’Italia, con un corso di circa 650 chilometri, e a Torino è allo stesso tempo paesaggio, infrastruttura e ambiente di vita. Guardarlo dalla riva, dalla barca o al microscopio restituisce informazioni diverse e complementari. Per chi studia l’ambiente, per chi pratica sport sul fiume e per chi ci vive accanto, il Po è lo stesso, ma le domande che pone sono diverse. Con Cartografie di transizione mettiamo in dialogo questi modi di leggere il Po, insieme all’atlante e ai dossier che consegniamo a chi partecipa.
Informazioni pratiche su Cartografie di transizione
- 28 ottobre 2026, 16–18:30: Società Canottieri Armida, Viale Virgilio 45, Torino
- 29 ottobre 2026, 16–18:30: Circolo Amici del Fiume, Corso Moncalieri 18, Torino
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