Politiche locali del cibo e filiera agroalimentare: il terzo modulo del percorso a Torino

L’8 luglio si è svolta a Torino la terza lezione in aula del percorso formativo dedicato alle politiche locali del cibo, promosso dalla Regione Piemonte – Direzione Agricoltura e Cibo in collaborazione con l’Università degli Studi di Torino e con il nostro supporto tecnico-operativo. Una giornata intensa, articolata tra mattina e pomeriggio, che ha riunito a Palazzo Piemonte ricercatori, docenti universitari e rappresentanti dei distretti agroalimentari italiani per confrontarsi su strumenti, modelli e casi concreti legati ai Distretti del Cibo e alla filiera agroalimentare nazionale.

Come si è svolta la mattina

La sessione mattutina ha messo al centro gli strumenti per leggere e interpretare il territorio dei Distretti del Cibo.

I distretti del cibo come strumento per la progettazione territoriale Cristiana Peano, professoressa ordinaria dell’Università di Torino ed esperta di agricoltura sostenibile, che coordina il progetto IDEA per l’innovazione dei Distretti del Cibo piemontesi, ha proposto una lettura del distretto come mosaico di attori e settori, con l’azienda agricola come sistema complesso in co-evoluzione con il territorio.

Modelli per misurare e interpretare il territorio dei Distretti del Cibo Paolo Longo, dottorando dell’Università di Torino e cofondatore di MammutFeed (start-up attiva nell’allevamento di insetti per l’acquacoltura), ha presentato il modello di valutazione multi-attore (MADM) sviluppato per il Distretto del Cibo del Roero, su 4 dimensioni — ambientale, sociale, economica, culturale — con Living Lab e 5 aziende “Lighthouse” per la diffusione delle buone pratiche.

Il Distretto Rurale Biologico del Valdarno di Sopra Luca Fabbri, coordinatore tecnico della Consulta Nazionale dei Distretti del Cibo ed esperto di sviluppo rurale e beni culturali, ha portato la testimonianza di un distretto operativo: 10 comuni, 123 produttori, 22 associazioni, attivo su filiera corta, economia solidale, agricoltura sociale e turismo.

Come si è svolto il pomeriggio

Nel pomeriggio il confronto si è spostato su casi di studio e sul coordinamento tra filiere e istituzioni.

Politiche locali del cibo e filiere agroalimentari: il caso del Distretto della Castagna e del Marrone della Campania Davide Della Porta, presidente di Assocastagne Campane, impegnato in progetti di cooperazione tra aziende agricole, imprese agroindustriali ed enti pubblici, ha raccontato il passaggio da una filiera identitaria legata alle aree interne, al paesaggio e al turismo a una governance territoriale condivisa.

I Distretti del Cibo e il coordinamento tra filiere, istituzioni, imprese e comunità locali Lucia Briamonte, ricercatrice CREA dal 1999, con anni di coordinamento di ricerche su spesa pubblica, fiscalità agricola e responsabilità sociale nel sistema agroalimentare, ha ripercorso il quadro normativo nazionale (L. 205/2017, L. 23/2022) e i dati aggiornati: da 65 a 243 distretti riconosciuti, 13 in Piemonte, e il percorso condiviso verso un documento di policy nazionale.

Lo sviluppo delle politiche locali del cibo Giampiero Mazzocchi, ricercatore del Centro Politiche e Bioeconomia del CREA e coordinatore della Rete Italiana Politiche Locali del Cibo, ha proposto una riflessione critica sul rischio di una visione “romantica” del piccolo produttore nelle politiche locali del cibo, distinguendo tra politica simbolica e politica strutturale, e indicando nell’infrastruttura di governance del cibo la prospettiva più matura per i Distretti.

Cosa resta di questa terza tappa

L’incontro ha restituito una fotografia aggiornata degli strumenti disponibili per costruire politiche locali del cibo efficaci, mettendo in dialogo la ricerca accademica con esperienze territoriali molto diverse tra loro — dal Piemonte alla Toscana, fino alla Campania. Una tappa che si inserisce nel percorso già avviato dalla Regione Piemonte e dall’Università di Torino, utile a chi lavora nella progettazione territoriale, nella pubblica amministrazione o nella filiera agroalimentare, e che prepara il terreno ai prossimi appuntamenti del ciclo.